Responsabilità e relazione nell’era dei Social

Nella foto bassa Anna Maria Taroni e Stefano Franchi durante la presentazione del Dipartimento di Arteterapia del Museo Carlo Zauli di Faenza (RA)

Venerdì 13 Aprile 2018, dalle 17.00 alle 19.00, la Sala Studio del Liceo Classico di Faenza è stato un prezioso contenitore per l’incontro di formazione “Responsabilità e relazione nell’era dei Social”, rivolto a genitori, adulti, insegnanti, educatori e programmato nell’ambito del Festival della Comunità Educante promosso dalla città manfreda.

Il progetto nasce dall’avvertita esigenza di realizzare cicli di formazione che possano condurre i partecipanti ad un’ampia riflessione su responsabilità e relazione nell’epoca della “global communication”, della digitalizzazione della vita quotidiana.
Una lezione nata dalla sinergia con l’arteterapeuta faentina Dott.ssa Anna Maria Taroni, co-conduttrice dell’evento, che unisce mondi differenti (arteterapia e legalità) allo scopo di affrontare, con taglio giuridico e pedagogico-culturale, gli aspetti salienti del vasto e articolato tema dell’interazione delle persone attraverso la rete Internet e delle implicazioni di varia natura che essa comporta, incluse le ripercussioni, non sempre positive, nella vita reale.

Tutta la nostra civiltà contemporanea ruota in maniera sempre più vorticosa attorno alla tecnologia informatica, alla grande rivoluzione digitale, ed è per questa ragione che sempre di più ci si interroga da più parti, in maniera trasversale, sull’opportunità di individuare ed approntare nuovi strumenti comportamentali, didattici, giuridici atti a disciplinarne l’utilizzo e a tutelare i diritti fondamentali delle persone e, in special modo, dei più giovani, che da tale utilizzo indiscriminato possono trarre grave danno.

Sebbene le figure professionali che ormai sempre più spesso fanno di questi temi il loro oggetto di studio siano molte (sociologi, educatori, psicoterapeuti, neuropsichiatri, giuristi, ecc.), personalmente ritengo che la questione giuridica sia centrale e imprescindibile e vada affrontata parallelamente a quella pedagogico/culturale trattata, nella fattispecie, dalla Dott.ssa Anna Maria Taroni, che in particolare ha messo a fuoco le ripercussioni di un abuso o di un utilizzo scarsamente consapevole di Internet sulla psiche e sull’armonioso sviluppo di giovani e giovanissimi.

Occorre comprendere che esiste una interazione del cosiddetto mondo virtuale con quello reale, due ambiti fra i quali, oramai, per alcune categorie di persone non vi è più discontinuità (così, ad esempio, per i ragazzi, ma anche per tanti adulti). L’uno finisce per sovrapporsi all’altro, l’interazione nel mondo “on line” ha inevitabilmente delle ricadute e delle ripercussioni in quello “off line”, generando spesso situazioni connotate da criticità anche di natura giuridica: illeciti, reati, violazione di diritti (pensiamo, ad esempio, alla privacy, alla tutela dell’immagine, della propria identità ecc.). Inutile dire che, i più esposti sono coloro che, vuoi per la giovane età, vuoi per fragilità personali, vuoi, molto banalmente, per pura ingenuità, utilizzano con eccessiva disinvoltura le moderne tecnologie mobili (gli smartphone ad esempio) frequentando abbondantemente la rete pur senza avere maturato le necessarie conoscenze e competenze, le cosiddette “skills”, per usare un termine molto in voga negli studi più recenti di matrice anglosassone.

Ed è qui che occorre una riflessione, in particolare da parte dei genitori e degli educatori, sul ruolo di garanzia che rivestono o dovrebbero rivestire e sulla grandissima responsabilità che assumono nei confronti dei minori, figli e/o allievi che siano.

I genitori dovrebbero recuperare la loro funzione educativa, non potendo prescindere dal prendere in considerazione i pericoli ai quali espongono i loro bambini e ragazzi lasciandoli soli nell’esplorazione del nuovo “ambiente” costituito da quella che da un noto autore (Luciano Floridi) è stata definita “infosfera”.

Gli educatori, per parte loro, dovrebbero farsi parte attiva per concordare con le famiglie nuovi patti educativi, a cominciare dalla scuola, stabilendo concordemente le regole della fruizione delle tecnologie mobili durante le ore curricolari e promuovendo sempre più iniziative tese, anche grazie al contributo di persone adeguatamente formate e competenti, a porre le basi per la nascita di una generazione di giovani dotati delle conoscenze indispensabili per un utilizzo consapevole e responsabile della rete, dotati cioè di una vera e propria competenza digitale.

Stefano Franchi e Anna Maria Taroni

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